Il “giardino glaciale” di Verampio e gli orridi di Uriezzo

Il “giardino glaciale” di Verampio


Domenica 7 ottobre 2018

Il “giardino glaciale” di Verampio e gli orridi di Uriezzo

la formazione della terra e il modellamento glaciale

La chiesa di S. Gaudenzio di Baceno

 appuntamento culturale a cura di Paolo Crosa Lenz e Rita Baruffaldi

Programma

Mattino:

h10,00: Baceno – ritrovo davanti alla Parrocchiale, visita agli Orridi di Uriezzo (facile passeggiata senza dislivello)

h 12,00: Croveo, pausa per il pranzo – possibilità di un momento conviviale presso il ristorante “Cistella” (spesa a carico dei partecipanti)

Pomeriggio:

h 14,00: visita alla chiesa parrocchiale di S. Gaudenzio a Baceno

h 15,30: visita al centro di accoglienza del Parco Naturale Veglia Devero a Crodo, dove sono riprodotte le pitture rupestri protostoriche dei Maglioggio, attualmente non visitabili per ragioni di sicurezza e forse il più importante complesso parietale delle Alpi.

È gradita gentile conferma di partecipazione. Tel 335-5434765 – 340-7752337

In caso di maltempo è prevista solo la visita alla chiesa parrocchiale di S. Gaudenzio a Baceno, alle ore 14.00.

Vi aspettiamo!

Il Presidente

Sissi Sardone

1.     Gli Orridi di Uriezzo e le marmitte dei giganti

Il tratto di Valle Antigorio compreso tra Premia, Baceno e Verampio è, dal punto di vista geologico e morfologico, di straordinario interesse e spettacolarità: in meno di 3 km la Toce scende di 160 metri, incidendo profondamente la barra rocciosa di Premia, ultimo brusco “gradino” morfologico della Valle. L’imponente azione di modellamento operata dai ghiacciai e dai torrenti del passato ha lasciato segni grandiosi e complessi, e insieme così evidenti, come raramente nelle Alpi si possono trovare. L’azione erosiva si è spinta a tal punto da oltrepassare le rocce (micascisti a granato) che costituiscono il gradino di Premia e incidere, mettendola in luce, la roccia sottostante (gneiss granitoide) del cosiddetto elemento 0”, l’elemento tettonico più profondo conosciuto dell’intero edificio alpino: in tutte le Alpi affiora solo nella zona di Verampio, dove la Valle di Devero confluisce nella Valle Antigorio e presenta una forma a cupola, tanto che viene anche definito Cupola di Verampio”. Nell’ultimo milione di anni le Alpi sono state interessate da una serie di glaciazioni, cioè periodi di forte espansione dei ghiacci. Sul fondo di questi ghiacciai, tra roccia e ghiaccio, scorrevano torrenti subglaciali alimentati dalla fusione del ghiaccio e della neve, e dalle piogge.La capacità erosiva di questi torrenti era elevatissima perchè l’acqua era carica di detrito.

Gli Orridi di Uriezzo sono profonde incisioni in roccia scavate da energiche cascate, in arretramento progressivo, facenti parte dell’antico sistema di questi torrenti. La peculiarità di questi orridi consiste nel fatto che il torrente che li ha modellati ora non percorre più queste strette incisioni, pertanto è possibile camminare agevolmente all’interno di esse. Sono contraddistinti da una serie di grandi cavità subcircolari separate da stretti tortuosi cunicoli. Le pareti sono tutte scolpite da nicchie, volute, scanalature prodotte dal moto vorticoso e violento di cascate d’acqua e in certi punti si avvicinano tanto che dal fondo non permettono la vista del cielo.

In questa zona si riscontrano numerosi esempi di marmitte dei giganti, forme di erosione circolari dovute all’azione di correnti torrentizie vorticose. Gli esempi più belli e caratteristici si possono osservare a Maiesso, lungo il corso della Toce, poco a monte della confluenza con il Torrente Devero e sono ancora forme attive. Altre invece sono state originate dai corsi d’acqua subglaciali, oggi scomparsi, e pertanto si possono incontrare anche molto lontane dagli attuali torrenti. Si attraversa una grande marmitta di questo tipo, semisepolta e di circa dieci metri di diametro, lungo la mulattiera che da Verampio sale a Baceno.

2.     Il San Gaudenzio di Baceno

La parrocchiale di S. Gaudenzio a Baceno (X-XV secolo) viene considerata “la chiesa più bella delle Alpi” (Piero Chiara). La sua severa geometria spicca contro il cielo, rialzata sopra uno sperone roccioso. L’originaria costruzione si arricchì nei secoli di bellissimi affreschi, vetri istoriati, sculture lignee, altari laterali, abside e sacrestia. La facciata è in pu­ro stile romanico lombardo, con un elegante rosone in marmo a dodici raggi. Il S. Cristoforo, patrono dei mercanti e affrescato sulla destra della facciata, fu dipinto nel 1542. Fu probabilmente realizzato in grandi dimensioni per essere visibile da lontano; il santo avrebbe pre­servato dalla morte improvvisa tutti coloro che a lui avrebbero ri­volto lo sguardo. Baceno ed Ernen erano i luoghi di partenza e arrivo delle carovane mercantili che valicavano la Bocchetta d’Arbola.